L’uomo pacifico non ignora la paura; l’uomo della carità non ignora l’odio. Appena esce dalla «cella del proprio sé» incontra l’avversario. È un fratello, ma ridotto a nemico. E spesso riceve tanto male per quanto bene fa: e spesso è istigato, allettato, spinto a far il male; e forse per dieci, sedici ore non fa che vivere dentro stimoli di gelosia e d’ambizione e dentro allettamenti di corruzione e vizio. Sì che il suo è tutto un combattere contro la guerra e contro l’odio: ma combattere è: un vivere da segno di contraddizione.
Igino Giordani, Il fratello, Città Nuova, Roma.



