Se ci si mette in testa che i negri e i gialli sono figli dello stesso Padre, che li ama come ama noi; che la patria altrui è da rispettare come vogliamo che sia rispettata la nostra, in attesa che la fraternità universale riconosca un’unica patria; che quelli dell’altro partito e di un’altra religione sono stati redenti dallo stesso sangue di Gesù, e cioè fatti degni dello stesso valore infinito di redenzione, non nasce più il nazionalismo […] non serve più il nazismo, […] e i musulmani non invadono l’Europa e i cristiani non vanno più a uccidere fratelli a motivo del Santo Sepolcro, e non ci saranno più guerre sante e tanto meno guerre empie: la vita di giovani non sarà buttata tra canneti e paludi, nel fango e sulle pietre, pasto a corvi e formiche. I giovani vivranno la vita per cui sono stati creati.

Igino Giordani, L’unico amore, Città Nuova, Roma, 1974, pp. 26-27