Se invece di perdere il tempo a odiarsi e già a non curarsi degli altri, se ci si fosse amati, invece di crolli d’imperi, d’invasioni barbariche, di lotte civili, di macerie paurose, si sarebbe atteso a costruire, a studiare, a perseguire il progresso scientifico e sociale: si sarebbero risparmiati secoli di carestie, di peste, fratricidi; si sarebbero sfondati fortilizi d’ignoranza… La mancanza di amore porta a tener sottomesse popolazioni inermi e a giustificare il razzismo e a impiegare la tortura e a ritentare il colonialismo.
Igino Giordani, L’unico amore, Città Nuova, Roma, 1974, p. 26



