In viaggio con Foco

L’unità

tappa 78 2Ogni sistema diviso in se stesso si spezza. Regge ciò che è unito. La nota prima della Chiesa è l’unità; il primo carattere della famiglia è l’unità; e, appunto perciò, divinamente istituite, quelle due società possono resistere alla corrosione e svolgere con coerenza i loro compiti. In un sistema, qual è il cristiano, che si fonda sull’amore, l’unità ne diviene corona e corollario. Non per nulla il legato datoci da Gesù culmina in una esigenza d’unità. Se gli uomini si amano, si fan uno tra loro; e, se si fan uno tra di loro, s’uniscono a Dio. Con la loro unità compiono un continuo miracolo sbalorditivo: chè evocano, quasi sacerdoti all’altare, Cristo in mezzo a loro: «Dove due o tre s’uniscono in nome mio, io sono in mezzo». Facile quindi fare di tutta la vicenda quotidiana  una sorta di Messa, in cui si deduca dal Paradiso in terra l’uomo-Dio, perché stia con noi e in noi.
Se l’unità porta a Dio –è la strada per arrivare dall’umano al divino,-- la divisione è la frattura, che genera lo sbarramento, per il quale il passaggio non agisce.
Chi divide, fa a pezzi Cristo. Anzi, -diceva Sant’Agostino- chi divide la massa dei cristiani, la quale forma il Corpo Mistico di Cristo, è peggiore dei crocifissori, i quali non arrivarono sino a fare a pezzi il corpo di Cristo.
Chi non ama è nella morte, amando si entra nella vita.

Igino Giordani, Parole di vita, SEI Torino, 1954, pp. 75-77

Pane e companatico

Gesù ritiene che il dar da mangiare agli affamati sia opera di religione: quella religione per la quale Egli ha insegnato a pregare il Padre nostro nei cieli e chiedere il pane nostro in terra, contemporaneamente. Non l’uno o l’altro. Ma tutti e due. E questa simultaneità e inseparabilità rientrano nell’economia dell’Incarnazione dove l’umano e il divino non sono giustapposti, ma sono uniti, e formano il Cristo: formano il cristianesimo.tappa 78
Gesù faceva e predicava. Non solo predicava, ma faceva, anzi benefaceva: parole e opere; carità all’uomo intero fatto di anima  e di stomaco. La sua era un’opera totale, di risanamento, di salute: verso anime e verso corpi. Redimeva adultere e guariva lebbrosi. Curava malati di spirito e malati di corpo; sfamava stomachi e anime: sapeva che l’uomo non vive di solo pane, e dunque vive anche di pane.
Cristo si vede nei fratelli, se lo vediamo con gli occhi di Cristo; e, in tutti i casi, si serve in chi ha fame, in chi è nudo, in chi versa in strettezze. Dicevano i Padri della Chiesa: -Chi, potendo aiutare il fratello, non lo aiuta, è omicida, come Satana. E cioè, invece di essere Cristo per il fratello, è Satana per lui.
Il fratello ha bisogno, perché io possa aiutarlo. Si potrebbe dire che egli ha bisogno perché la mia carità possa esercitarsi: circolare: portando così a lui e a me Dio: quel Dio che è carità.

Igino Giordani, Parole di vita, cit., pp. 78-82

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