In viaggio con Foco

Una grande gioia

«Non temete: vi annunzio una grande Gioia per il popolo. Oggi vi è nato un salvatore, che è il Cristo Signore, nella città di David!» A manifestare il tripudio per l'evento, accanto al messo celeste, dopo che ebbe parlato, si aperse una raggiera sterminata di angeli, il cui pullulio luminoso si annegava nel lontano golfo del cielo, orizzonte acceso sulla terra nera da una trionfale aurora; e dalle bocche angeliche scaturì un canto, che invase il deserto di letizia e il cuore dei pastori di una felicità in cui le sofferenze di secoli di migrazione si disciolsero. «Gloria a Dio nell'alto dei cieli! E pace in terra agli uomini di buona volontà!».

Igino Giordani, Gesù di Nazareth, SEI, Torino 1946, pp.58-59

Pastoripastori

Voci e volti si sommersero, trepidando, nel fondo della notte che si richiuse sopra lo stupore di quella povera gente. Riavutisi dallo stupore, i pastori si dissero subito che bisognava mettersi alla ricerca del bambino; e, lasciato il gregge, si sparpagliarono per la costa sin a Bethlem, fino a che scopersero nella grotta Maria e Giuseppe, i quali al chiarore di una lanterna contemplavano il bambino avvolto in fasce e coricato nella mangiatoia: una scena che non dava soggezione al loro spirito semplice, e per la quale dovettero sentirsi subito di casa nell'ospizio del Messia. Così lo contemplarono assorti, beandosi di quella vista.

Igino Giordani, Gesù di Nazareth, cit., pp.59-60

Il vecchio Simeone

simeoneDopo aver contemplato in estasi il bambino, Simeone s'appressò a Maria, e chiese di poterlo sorreggere per un attimo, fra le braccia; mentre benediceva il Signore istintivamente erompeva in un canto di lode e di saluto: «Ora, o Signore, Tu congedi il tuo servo in pace secondo la tua parola, dacchè i miei occhi hanno veduto la salvezza tua preparata da te in faccia a tutti i popoli; luce per illuminare i popoli, e gloria del popolo tuo, Israele. Maria e Giuseppe, ingenui intermediari tra l'antico e il nuovo, beandosi di quelle parole di lode, stettero rapiti, a sentire e, nel restituire la creatura alla giovine madre, Simeone si sentì ancora agitato dallo spirito profetico e non poté frenare l'irrompere della parola riservata a Maria:

«Questo bambino è posto per la rinascita degli uni, e la rovina degli altri. E tu stessa avrai l'anima trafitta da una spada». Maria, se alzò gli occhi, essi le si posarono forse sulla gobba del Golgotha.

Igino Giordani, Gesù di Nazareth, cit., pp.67-68-69

I Magi

Partirono insieme o si incontrarono nel cammino? Non si sa. Certo quando toccarono la Giudea, erano insieme, e formavano un'unica carovana, con servitori e bestie; gualdrappate di colori sgargianti. Erano giunti: raggianti smontarono; e appena a prima mattina, una giovane donna uscì per carreggiare l'acqua, le chiesero del bambino: ed ella, la madre, commossa, l'introdusse. In una culla giaceva il piccolo re del mondo, che volse loro gli occhi ridenti. Il prete poeta Giovenco, in un verso di grande bellezza -come lo giudicava san Girolamo- raccolse i significati di quei doni: «Incenso, oro, mirra, donati al re, all'uomo, al Dio. Il volto di Maria, che era aperto a un sorriso di felicità per quell'omaggio prestato alla propria creaturina, si ombrò alla vista della mirra che ella non poté non associare ai presagi scuri di cui tutta la sua maternità era rimasta solcata».

Igino Giordani, Gesù di Nazareth, cit., pp.72-75-76

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