In viaggio con Foco

Sulla porta della Chiesa, seduto su un mucchio di stracci, un vecchio mi ha chiesto l'elemosina: non un mendico di mestiere, ché c'era nel suo sguardomendicante tanta sopita amarezza, e nel suo viso il segno d'una vita di lavoro senza riposi: lavoro di tutti i giorni senza speranza d'un riposo. I frutti della sua fatica altri li gode, tramutati in strumenti d'ozio, di libidini, di sperpero, cinicamente, sbracatamente forse; questo vecchio forse ha logorato la sua persona per arricchire, far godere un altro uomo, suo pari. Or ecco che si leva il cappello, con un'espressione di cosciente inferiorità sincera, a me... Perché scoprirsi, mendicare, supplicare, a me uomo come lui, più giovine, che ho meno meriti, che ho meno lavorato e meno penato?

Perché costui ha da patir la fame, stendersi,  in inverno,con la pioggia diaccia, sulla soglia d'una chiesa, quando io mangio, dormo, vesto con sufficiente comodità?

 

Ogni volta che un mendico, un vinto della ferocia belluina della società, mi stende la mano, io mi sento staffilato nella viva anima mia: mi sento rimordere, come un ladro, della mia posizione - quale essa sia - della mia cultura, anche di questa mattinale serenità che mi viene dalla preghiera. Ché a me hanno insegnato, fornendomene le armi, a lottare negli agguati della vita: costui, senza mezzi, non ha potuto e ha dovuto soccombere all'aggressione dei più violenti e astuti: e forse non lo sorressero neppure quelli che per la loro fede religiosa erano maggiormente tenuti. E che faccio io per costui?

Igino Giordani, Rivolta cattolica, Città Nuova, Roma 1997 (1925), pp.194-195

Guarda a chi sta sotto. Chi non ha pane da spartire ai suoi figli è travolto all'ira, alla maledizione, all'odio, alla lotta di classe, al delitto: e che colpa ne ha? Fa tutto il suo dovere la società per metterlo in condizioni di sfamarsi e educargli insieme lo spirito perché trovi nei convincimenti religiosi la virtù eroica, cioè cristiana, per resistere ai morsi della miseria?

Lasciando l'indigente nell'indigenza commettiamo un doppio reato: di non sfamarlo e di abbruttirne l'animo. Elevandone le condizioni materiali, sarà più facile coltivarne i sopiti o logori sensi di bene, rieccitarne la potenza spirituale. Una casa ariosa, assolata, dei bambini sani e protetti dal freddo, rasserenano l'animo, danno un sentimento di gratitudine pel Datore il quale riveste sino i passeri di piume.

Igino Giordani, Rivolta cattolica, cit., pp.190-191

 

 

 

 

 

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