In viaggio con Foco

Porta e finestra del Paradiso

La leggenda narra di alcuni peccatori che Gesù non volle in Paradiso; e ne diede l’avviso a San Pietro il guardiano. Ed ecco che poco dopo se li videmadre 2 girare tra le aiuole della celeste pace. Ne chiese al guardiano, e questi rispose: “La porta è serrata, ma tua madre Maria ha aperto le finestre, e di là sono entrati”. Porta e finestra del Paradiso è Maria; che se per Maria il Verbo nacque fra noi, noi per lei nascemmo al Verbo. E poiché l’opera del cristiano è di edificare in sé Cristo, ogni fedele copia misticamente Maria nel generare a sé e agli altri il Cristo.

Igino Giordani, Maria di Nazareth, Salani, Firenze, 1943, pp.87-88.

La fuga in Egitto

E si narrò che dopo circa tre giorni d’un cammino affannoso, al calar della notte, la piccola comitiva si trovasse agli orli del deserto, nericante d’ombre e ululante di bestie affamate. Al solo contemplare il volto fatto smorto di Maria, il cuore a Giuseppe fu attanagliato dall’ambascia: che opporre alla misteriosa  minaccia di quel buio senza confini?

Ecco che, procedendo ansimanti, arrivano presso una dimora d’uomo, da cui due figure sbucano fuori, levando una lanterna in faccia ai profughi. A vedere il volto della giovine, che stringe un bambino, uno dei briganti – il capo – si scolora in viso, e, con un accenno inconsueto in lui, l’invita ad entrare; ha in casa un bimbo, anche lui, ma per difetto di latte, gli muore di fame.

Maria, non sentendo più che la tenerezza della madre, entra nel ricovero, e il figlio del brigante succhia quella notte il latte della Vergine e fluisce nelle sue arterie inquinate dalle colpe dei genitori un’onda di purezza e di tepore; il latte che si faceva sangue in Gesù.

ladrone 2Divenuto grande, quel figlio della steppa divenne brigante, come il padre, ma con un deposito di bontà, un piccolo rigagnolo tepido, portato a lui dal latte della Madonna; sì che quando, dopo più che trent’anni, cadde nelle mani della polizia romana, trovandosi in croce, vicino a Gesù,  nella durezza del suo spirito, infetto di sangue assassino, gli si svegliò quel nido di bontà lontana, e morendo si rivolse, raccomandandosi a lui, come suo padre s’era un giorno raccomandato a Maria; e Gesù si trasse in Paradiso quel suo collattaneo dopo averlo, del suo sangue, fatto proprio consanguineo.

Per essere stato pochi minuti figlio di Maria, fu il primo a entrare in Paradiso.

Igino Giordani, Maria di Nazareth, cit., pp.113-115.

 

 

 

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