In viaggio con Foco

La famiglia

famigliaNoi, prendendo alla mensa eucaristica Gesù - corpo, sangue, anima e divinità -, possiamo fare della nostra casa una copia della dimora di Nazareth, dove, perché c'è lui, è con lui la Trinità, alla quale fa gli onori di casa la stessa Madre Maria. Se la famiglia, rinsanguandosi del Sangue di Cristo, si fa Chiesa domestica, anche i laici, coniugati o no, si fanno santi e compiranno la rivoluzione del Vangelo, che fa dell'umanità una famiglia.

E dunque: basta aver dentro di sé il Signore, perché quattro mura si facciano tempio. E la casa è tempio se c'è Cristo in mezzo.

Igino Giordani, Famiglia comunità d'amore, Città Nuova, Roma 2001, pp. 75-76.

La famiglia e i suoi dolori

Accettando anche l'atrocità della mancanza di amore dal marito e dalla moglie e dagli stessi figli, e soffrendola col sudore del sangue di Cristo e come lui perdonando, anche questo strazio quotidiano, che può durare anni, nel torchio delle umiliazioni, si traduce in amore verso Dio, e si fa costruzione di santità. In quel soffrire, il cristiano o la cristiana è Cristo che sanguina e salva sino all'ultimo termine l'amore familiare. Il quale, perciò, non sempre è una effusione di letizia. Talvolta si fa virus d'amarezza. Ebbene: c'è sempre Dio che ama, affinando col dolore le anime.

Igino Giordani, L’unico amore, Città Nuova, Roma 1974, p. 48.

Lavoro

La madre raccoglie il marito e i figli, che tornano dalla diaspora d'ogni giorno, dal lavoro, dalla scuola, dalla strada, dalle occupazioni centrifughe, e li aduna nel suo amore, riaccendendo, ogni giorno, l'atmosfera del focolare, dove tutti si sentono uno: cellule d'un unico corpo.

Igino Giordani, Maria modello perfetto, Città Nuova, Roma 2012 (1967), pp. 151-152.

Le feste

Nella società cristiana la vita lavorativa è costellata - è interrotta - da feste, e cioè da riposi: il riposo settimanale, a modo del Signore che al settimo giorno si riposò e il riposo delle altre feste. La cristianità cattolica si distingue anche per le sue feste, per la sua gioia. II lavoro in quella produsse meraviglie nelle cattedrali, dove i figli si adunavano per far festa al Padre e la Madre.

Nella basilica (che vuol dire reggia), i figli di Dio, che per una settimana hanno atteso a lavori servili, entrano come figli del Re, recuperando la dignità regale. Per tal modo il lavoro settimanale risulta una sorta di preparazione liturgica che culmina, la domenica, in una unione col Cristo, e per lui, in una comunione con i fratelli.

Igino Giordani, Le due città, Città Nuova, Roma 1961, pp. 432-433.

 

 

 

 

Centro Igino Giordani

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