In viaggio con Foco

Ricordiamo questo centenario attraverso le parole di Giordani che visse in prima persona il dramma di quell’«inutile strage»

La guerra

Già: io non capivo come si potesse generare alla vita un giovane, farlo consumare negli studi e nei sacrifici, al fine di maturarlo per una operazione, in cui lui avrebbe dovuto uccidere gente a lui estranea, sconosciuta, innocente, ed egli a sua volta avrebbe dovuto farsi uccidere da gente alla quale non aveva fatto alcun male. Vedevo l'assurdità, la stupidità, e sopra tutto il peccato della guerra: peccato reso più acuto dai pretesti con cui la guerra si cercava e dalla futilità con cui si decideva.

Igino Giordani, Memorie di un cristiano ingenuo, Citta Nuova, Roma (1981) 2005 p. 47.

1915 - 1918 

Io sovente la linea percorrevogrande guerra

e ristavo a parlar coi fanti resi

lordi irriconoscibili dal fango

e dalla febbre che li distruggeva.

Un giorno (sempre lo rammento) un fante

mi chiamava, dicendomi, «Si fermi,

signor tenente; resti qui un momento».

E su le sue ginocchia mi faceva

seder con grazia ingenua, con sorriso

scusandosi: «Mio figlio ella potrebbe

essere a la sua età. Sosti un momento!»

E mi narrava della sua famiglia,

ch'egli avea resa agiata col lavoro,

e mi mostrava una fotografia

di vispi bimbi, assai leggiadramente

vestiti: «Sono questi i miei figlioli:58-2-1-12

e sono assai studiosi e intelligenti».

E nei suoi occhi sorridea una lagrima.

Non li rivide più: mentre scriveva

ai suoi figlioli chino, una granata

il cranio gli fendeva, seppellendo

sotto il fango ruinato i suoi vicini.

In un telo da tenda l'avvolgemmo

perché posasse anch'esso sotto il limo.

Or vi sorride il sole; si colora

di verde il suolo e annunzia primavera.

Fiori daranno le ossa, infin che a mucchi

le ricomponga un giorno insiem l'aratro,

ossa non di nemici e avverse stirpi,

ma d'uomini che piansero e patirono

un'angoscia comune senza nome.

Affondavate il volto ne la melma

nel supremo dolor, senza conforto

di persona vicina, abbandonati.

Vi narrerete insiem la vostra ambascia.

Or di voi zolle si fan pingui

- e non le sole zolle, ignoti morti.

Igino Giordani, I volti dei morti, Maiella, Tivoli, 1919, versetti dal 590 al 620.

 

 

 

 

Centro Igino Giordani

Centro Igino Giordani

Via Frascati, 306 - 00040 Rocca di Papa (Rm) - Italia
Tel.: +390694798314 / Fax: +390694749320
> Scrivici

Chi e' online

Abbiamo 37 visitatori e nessun utente online

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per consentire l’esplorazione sicura ed efficiente del sito. Chiudendo questo banner, o continuando la navigazione, accetti le nostre modalità per l’uso dei cookie. Nella pagina dell’informativa estesa sono indicate le modalità per negare l’installazione di qualunque cookie.