In viaggio con Foco

La Sapienza

La Sapienza cristiana, nel chiederci di rinunziare a noi stessi, in verità non ci chiede una rinunzia, ma un acquisto. Accende, al posto delle ambizioni umane, un'ambizione divina. Ci suggerisce di metter Dio al posto del nostro io: e cioè di sollevarci dal piano umano al livello divino, di fare società con la Trinità.ss E' un'umiltà che opera una grandezza sterminata. Ecco perché poi, da quella vetta, il mondo appare gramo, e le ricchezze appaiono pula e le grandezze diventano rena. Rinunziare dunque a noi, per essere sempre con Dio: trasferisce l'Eterno nel tempo, far della terra il Paradiso. Allora il dolore è materia prima di grandezza: la croce una scala all'Eterno Padre.

Igino Giordani, in «Città Nuova» n.12-2010 

La Redenzione

Tutta la Redenzione è un atto di amore per gli uomini; e la nostra partecipazione ad essa deve essere anche atto d'amore per i fratelli. Gesù offerse al Padre il valore più prezioso: la vita; ma l'offerse per gli uomini, a cui non finisce di darla, in corpo e sangue. Ciò vuol dire che il più grande amore verso il Padre è un infinito servizio ai fratelli. Qui è la chiave del mistero d'amore su cui punta la cristianità: amore al Padre, manifestato anche servendo i fratelli: in largo senso, nutrendo i fratelli. Come fa Cristo, che li nutriva di sé.

Igino Giordani, Il Sangue di Cristo, ed. Primavera missionaria, Albano laziale, 1957 (1937) p. 78.

Lo Spirito Santo

Chi accoglie lo Spirito Santo, si muove nell'ardore del fuoco e dell'innocenza: è il fuoco di Dio che incénera le colpe, purifica i pensieri, ridona le forze; e la perenne presenza di lui distrugge la paura, emancipa dalle preoccupazioni del futuro e dai rimorsi del passato. Egli ci inserisce nella Trinità; e col Padre e col fratello, si è in buone mani. La vicenda, qualunque essa sia, delle cose umane, coi persecutori e i negatori, i tristi e gl'ingrati, non ci può dar sorprese: in lui l'esistenza è giustificata e completata; e agli uomini non si chiede nulla: si dà il nostro amore, il fuoco messo ad ardere da Gesù nel nostro petto, onde ci fa portatori di fuoco.

Igino Giordani, La divina avventura, Città Nuova, Roma, 1982 (1952) pp. 109-110

Santità

«Io mi santifico» equivale a «io mi sacrifico» (santo e sacro sono sinonimi); sì che santificarsi, nella forma più alta e più vera vuoi dire sacrificarsi; farsi vittima da offrire a Dio a beneficio dei fratelli.

Igino Giordani, La divina avventura, cit., pp. 111

 

 

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