In viaggio con Foco

“Se vuoi la pace, prepara la pace”

Carità e Pace

Nello spirito evangelico è vera pace non quella procurata dalla guerra, bensì quella germinata da una disposizione pacifica, da una concordia d'animi. Non si fa male per aver bene. «Se vuoi la pace, prepara la pace».
Anche qui si rinnova, costruendo alla pace, per piattaforma, non le armi, fatte per uccidere, ma la carità, fatta per vivificare. La carità, movendosi, genera fraternità, eguaglianza, unità, ed elimina invidie, superbie e discordie, tendendo a raccogliere gli uomini in una famiglia d'una sola mente.

I. Giordani in: Il messaggio sociale del cristianesimo, Città Nuova, 2001 (1958), pag.289.

Considerazioni sulla guerra

Ai giovinetti impulsivi e saccenti, ai deputati e uomini pubblici, ai giornalisti improvvisati e ai roditori di banca, alle signorine insipide e alle zitelle dei comitati, a tutti gli speculatori alti e bassi, ai generali e ai professori, che gargarizzano di guerra, (…) a quanti presumono dettare ideale e norma alle masse agricole e operaie, per valersene quale carne da cannone; io imporrei un rimedio per rinsavire: li caccerei per dieci minuti in una trincea sotto un bombardamento debilitante, ossessionante, in cui la ragione si smarrisca e tutta la natura istintivamente si ribelli -e se uno ne esce sano, capirà la guerra e la maledirà.

I. Giordani in: Rivolta cattolica, Città Nuova, 1997 (1925), pag. 30.

Vangelo e Pace

Frutto della giustizia -della religione- è la pace. Nei rapporti dei popoli, come degli individui, la presenza del cristianesimo porta la cessazione delle contese. La soluzione delle vertenze, per il Vangelo, è non la rissa, ma il perdono, concesso non una volta, ma settanta volte sette. Ogni giorno.

I. Giordani in: Le due città, Città Nuova, 1961, pag. 309.

L’Europa cristiana

L’Europa cristiana martoriata in guerra, si riprende chiedendo all’idea evangelica una soluzione. Un’enorme speranza s’è levata dalle rovine verso la Chiesa: un’immensa conversione tra i rottami di dottrine disumane: braccia tese alla croce per ritirarsi su, quasi afferrandosi all’ultimo sostegno, per uscire dalla morte.
Molte creature confessano d’essersi sbagliate e chiedono di tornare alla razionalità cristiana.

I. Giordani in: Disumanesimo, Città Nuova, 2007 (1949), pag. 120-121.

 

Centro Igino Giordani

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