In viaggio con Foco

“Quel bambino mistero dei misteri: Paradiso tra le braccia di una Madre”

Maria di Nazareth

Ave Maria, piena di grazia. Il Signore è con te.
Parole, a una a una, grandi, così grandi che la fanciulla, la quale si riteneva la più piccola, nella più povera stamberga d'un villaggio dimenticato, ora stupì. Piena di grazia essa lo era, ma non lo sapeva, né sapeva che il Signore era così vicino a lei da esserle unito. (...) L'Angelo che la vide tremare d'incertezza, tremò lui stesso di aspettazione: dall'assenso di quella fanciulla dipendeva una sorte immensa - eterna - per la terra e per il cielo. Le disse dunque, e le sue parole scorrevano come una musica paradisiaca nel cavo della breve stanza:  - Non temere, Maria: la grazia ti è stata data da Dio. Ecco, tu concepirai, e darai alla luce un figlio, a cui porrai nome Gesù. (...) Su Maria, reclina in adorazione e sbigottimento, quelle parole cadevano come una pioggia di luce bianca e rossa... - Io sono la serva del Signore: si faccia di me come tu dici. (...) L'Angelo, trascolorando di gioia, guizzò in cielo, a portare l'annunzio atteso da sempre.

I. Giordani in: Gesù di Nazareth vol.l, Società editrice internazionale di Torino, 1946, pag.19-22.

Maria da Elisabetta

II primo gesto della giovane madre di Dio fu così di servire una vecchia madre di uomo: ora aveva in sé tutto l'amore a germogliarle nel grembo, e l'amore è servizio.
Raccolse un po' di indumenti, qualche donativo dai campi e, associatasi a una carovana, prese la via della Giudea. (...) Entrando, la giovinetta salutò l'antica parente: -La pace sia con te! (...) La vecchia si volse commossa a quella voce; e nel sentirla, ecco il frutto delle viscere le balzò in seno.
(...) E, allora, nella commozione, (...) tese le braccia alla giovinetta e le sue labbra ebbero l'accento dei profeti: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno.

I. Giordani in: Gesù di Nazareth, cit., pag.25-32.

La nascita di Giovanni

Partita la cugina, Elisabetta a suo tempo diede alla luce il bambino profetato; e vicine e conoscenti accorsero a festeggiare l'evento che aveva del miracolo. All'ottavo giorno, come di rito, il bambino fu circonciso. (...) II padre non parlava, ma, sacerdote, sapeva scrivere, e, presa una tavoletta spalmata di cera, con uno stilo vi incise: - II suo nome è Giovanni.
E cioè, il suo nome deve ricordare a chi lo pronunzia la misericordia del Signore: ché questo significa.
Dell'infanzia di Giovanni nulla ci dicono i Vangeli. (...) Fatto Giovanni consapevole della sua vocazione, discese i monti e si ritrasse nel deserto.
Ivi, presso la natura vergine, che esplodeva nel sole, e sotto il lume delle stelle, per anni non sentì le voci degli uomini per prestare l'orecchio alla sola voce di Dio.

I. Giordani in: Gesù di Nazareth, cit., pag.40-44.

La nascita di Gesù

E allora Giuseppe fece come facevano tanti pastori e agricoltori; avvistata una grotta a uso di stalla, dove la sera si ricoveravano animali domestici, vi condusse la sua donna. E ivi, presso i ruminanti, nel cuor della notte, dentro il buio, trapanato dalla pioggia, avvenne l’evento centrale della storia divino-umana: la nascita di Gesù.
In un impeto d’amore, Maria si sgravò del frutto delle sue viscere: lei, che dalla radice di Iesse era lo stelo senza macchia, diede agli uomini Gesù, che di lei fu il fiore senza pari.
Giuseppe aveva forse acceso una lucerna; e la Vergine, felice e trepida, avvolse il suo nato in una fascia.

I. Giordani in: Gesù di Nazareth, cit., pag.52-53.

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