In viaggio con Foco

“Il fratello: squarcio di Paradiso quaggiù”

A Dio per il fratello

Se vado all'uomo attraverso Dio, che è Padre, scopro in lui il fratello.
Se scopro nell'uomo il fratello, io vado attraverso di lui al Padre.

Si può dire che ragion d'essere per l'uomo è di ritornare a Dio, da cui è venuto, passando per il fratello: il fratello che gli fa da ponte: gli fa da Cristo, mediatore, Pontifex. In altri termini, Cristo ci viene incontro ordinariamente in veste dei fratello e, nel fatto, stabilisce un'equivalenza tra il fratello e sé, per cui, come io avrò trattato il fratello in terra, Cristo tratterà me in cielo.

I. Giordani in: Le due città, Città Nuova, 1961, pag.58-59.

Gesù nel fratello

In ogni creatura dobbiamo vedere Gesù: e, sotto tale luce, ogni creatura si appressa a noi per ripeterci la parola di lui: «Non temete: son io».
Così ogni creatura ci si scopre nella sua funzione di rappresentanza del Signore: e, specie se derelitta, di incarnazione del Cristo. Perciò non la temiamo: l'amiamo. Se pur si presentasse nella veste del carnefice, noi potremmo dirle coi martiri: - Non ti temiamo perché ti amiamo. Non fai paura, perché in te è Gesù.
Se mai è Gesù crocifisso, piagato, abbandonato: anche Gesù morto: ma sempre lui è. Può venirci incontro sotto le spoglie d'un mendico: è Gesù; può contrarre il viso in smorfie d'odio, di disperazione, di superbia: è Gesù fattosi colpa. Può persino cercare di depravarsi nei ragionamenti dell'ateismo: anche così è Gesù: Gesù nella tomba. E quindi noi conviviamo sempre con Cristo. Lo abbiamo in noi: lo abbiamo nel fratello.

I. Giordani in: La divina avventura, Città Nuova, 1993 (1952), pag.149.

Un sacramento a portata di mano

Si va a Dio soprannaturalmente coi sacramenti; ci si va ordinariamente attraverso il fratello, che è il «sacramento» a portata di mano, distribuito a ogni passo, su ogni crocevia, da mane a sera; ed egli, essendo, per dono di Cristo, un altro Cristo, va trattato come Cristo. II quale perciò è onnipresente, sia coi sacramenti, sia in spirito e in immagine, e stabilisce un'equivalenza di fatto tra sé e la creatura redenta.
Si vede così che la relazione umana diviene, in Cristo, relazione umano-divina, dove la scoperta di Cristo nel fratello provoca la scoperta del Padre per causa del fratello: scoperta di Dio in cielo e dell'uomo in terra. Senza di essa, si vive tra ignoti.

I. Giordani in: Le due città, cit., pag.59.

II rapporto col fratello

... il rapporto anche economico e sociale e politico con il fratello diventa il banco di prova della convivenza con Dio: e la vicenda umana, da flusso cieco, diventa storia sacra.

I. Giordani in: Le due città, cit., pag.11.

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