In viaggio con Foco

“Ero povero, senza diritti, senza lavoro ...”

I fratelli

I fratelli da amare sono quelli che di attimo in attimo la Provvidenza mi mette accanto: mi fa prossimi. Ora è la persona di casa, ora è il vicino di treno, ora il superiore e ora il servo, ora l’agente delle tasse e ora il cliente del negozio: lo sconosciuto e il conosciuto, il bello e il brutto, il ricco e il povero, il «nemico» in guerra e il connazionale in patria… Si ama primariamente chi ci è messo accanto. E chi ci è messo accanto è Dio in effige: Dio per partecipazione: e io amo in lui il mio Dio. Io sto nella vita per questo: per amare Dio. Ed io lo amo – e lo conosco – ordinariamente per la mediazione del fratello, sua immagine e somiglianza.
Questo è amare il fratello come Dio lo ama. «Amatevi come io vi ho amati».

I. Giordani in: La divina avventura, Città Nuova, 1982 (1952), pag.18.

L’uomo e il lavoro

L’uomo ha diritto al lavoro, come ha diritto alla vita. E dunque una società ben organizzata, - organizzata secondo il volere di Dio e la legge di natura, - assicura il lavoro a tutti i componenti. Dove questo non fa, è una società in peccato. La condanna più grave del regime capitalistico si fonda sul fatto che esso produce disoccupazione. Nella città di Dio tutti lavorano: e dal lavoro tutti traggono vita e gioia.
L’insegnamento cristiano rileva nel lavoro due proprietà: d’esser necessario e d’essere personale.
Ma se il lavoro è stato assegnato da Dio, se è un fatto naturale, e se è necessario e personale, risulta, oltre che un diritto, un dovere.

I.Giordani in: Le due città, Città Nuova, 1961, pag.428-429.

Amore è servizio – Comunione è solidarietà

... questo principio è da San Giovanni enunziato così: «Chi non ama il fratello è omicida»; e dai padri della Chiesa è svolto così: «Chi potendo aiutare il fratello, non lo aiuta, è omicida».
I beni della terra son fatti per tutti, come il sole, come l’aria. L’unico padrone di essi è il Padre universale, il quale vuole che tutti i figli ne partecipino. La proprietà dei beni, perciò, - spiegherà san Tommaso, - può essere privata, ma l’uso è comune; dacché il proprietario privato non è che un gestore dei beni appartenenti all’unico padrone: e li deve gestire secondo la volontà di Dio, che è del bene comune.

I.Giordani in: I fondamenti del diritto sociale: Giustizia e carità, Centro studi politici e costituzionali, 1961, pag.27.

Carità e Giustizia

Ma oggi, - ebbe a obiettarmi una volta un operaio, - non è più tempo di carità: è tempo di giustizia. E’ un’obiezione, favorita dal deterioramento del vocabolo carità, fatto sinonimo di elemosina.
E invece la carità non è che l’amore: e l’amore non è qualcosa di meno, è qualcosa di più della giustizia.
La giustizia dà a ciascuno il suo; la carità dà anche il nostro. Quella spartisce; questa accomuna. Sempre con Cristo io tratto per interposta persona, per il cristianesimo la giustizia non è che una derivazione, in certo senso, della carità.

I.Giordani in: I fondamenti del diritto sociale: Giustizia e carità, cit., pag.31.

 

Centro Igino Giordani

Centro Igino Giordani

Via Frascati, 306 - 00040 Rocca di Papa (Rm) - Italia
Tel.: +390694798314 / Fax: +390694749320
> Scrivici

Chi e' online

Abbiamo 37 visitatori e nessun utente online

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per consentire l’esplorazione sicura ed efficiente del sito. Chiudendo questo banner, o continuando la navigazione, accetti le nostre modalità per l’uso dei cookie. Nella pagina dell’informativa estesa sono indicate le modalità per negare l’installazione di qualunque cookie.