In viaggio con Foco

Feste per una perfetta letizia

L'Ascensione

Con l’Ascensione, Gesù scomparve dalle viste degli uomini: ma lasciò di sé una rappresentanza: la Chiesa. Non si vide più lui: ma si videro i suoi; e fu la stessa cosa, chè egli s’identificò misticamente con loro; e la Chiesa agì per lui, con lui. Fu lui che agiva ancora visibilmente, - quasi carnalmente. Nel momento di ascendere al Padre, egli ribadì il precetto dell’evangelizzazione a tutte le creature, per tutto il mondo, di tutte le razze e classi: l’obbligo della dilatazione universale; dell’amore che si facesse opere e parole a servizio d’ogni specie di uomini.

I.Giordani in: Le feste, SEI, 1954, pag.157.

La Pentecoste

La Pentecoste generò una vita unitiva dei discepoli: unitiva con Dio e tra loro. «Tutti concordi (e cioè di un cuor solo), riuniti (e non separati) nel Cenacolo, perseveravano nella preghiera con le donne e con Maria» (Atti,1,14). L’unità con Dio e con i fratelli in Dio è tutta una preghiera, la quale è appunto la comunione dell’anima con l’Amato. C’erano anche le donne: ché nel soprannaturale, come non c’è né greco né giudeo, così non c’è né maschio né femmina: ci sono anime, che, unite dallo stesso Spirito Santo, formano unità in Gesù così come Gesù la forma col Padre. Gesù vi era rappresentato da Maria: chè attraverso Maria si va a Gesù, come attraverso Gesù si va al Padre. Ed ecco così la scala: Padre, Gesù, Maria, in cielo: e la scala, che è lo Spirito Santo, scende in terra attraverso la Chiesa, perché tutti si salga.

I.Giordani in: La Divina Avventura, Città Nuova 1993 (1953), pag.159.

La Trinità

La Trinità è vista come famiglia, con un Padre e un Figlio, collegati dallo Spirito Santo. La Verginità produce madri spirituali; la sapienza genera padri della Chiesa; i sacerdoti son visti come padri di anime… E cioè, la relazione più pura e alta, nell’eternità e nella creazione, è vista in termini di famiglia. L’intera umanità, contemplata di là dalla guerra e dall’ingiustizia, si leva come famiglia dell’unico Padre.

I.Giordani in: La Rivoluzione Cristiana, Città Nuova 1969, pag.239.

Corpus Domini

Oggi si ricorda al popolo che in mezzo alla sua città riarsa zampilla una polla d’acqua viva, capace di nutrire d’eterna giovinezza la sua esistenza. Noi siamo portati dai piccoli istinti e dalle più piccole filosofie a dividerci per urtarci; e quella ci unifica. Noi siamo accozzati con le nostre passioni a spremere odio, e quella prodiga amore. E l’amore schiara l’intelletto e frutta servizio sociale. Con vocabolo greco, questa fontana di giovinezza e poesia, che espunge la morte e assicura la vita, poiché è la Vita, si chiamò Eucaristia: e da essa sgorga, sopra l’aiuola che ci fa feroci, l’onda dell’eterno Amore che dà gioia.

I.Giordani in: Le feste, cit., pag.169.

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