In viaggio con Foco

Maggio: festa del lavoro, festa dei fiori, festa di Maria

Maria

Pensiamo alla lavoratrice Maria di Nazareth. Questo mese è dedicato, più degli altri mesi, a lei che sta tra noi, come la primavera: la fioritura più bella sotto il cielo più sereno, segno della rinascita e pegno del raccolto.

Esso è tutta una festa, però, messoci il nome di Maria a fiorire, tra le erbe e gli alberi, le fonti e il sole, la sua diventa una festa dell'innocenza, che vuol dire ricominciamento d'una nuova vita, e un'affermazione della fecondità, che vuol dire la presenza del Creatore.

I.Giordani in: Le feste, SEI, 1954, pag.145.

I santuari di Maria

Tra gli alberi profumati e fonti miracolose, i santuari di Maria chiamano le popolazioni dei dintorni, che accorrono e si ritrovano in compagine sociale, espressa da canti e feste: tutta una vittoria dell'amore contro le separazioni dell'odio.

E allora succede che questo contatto nel sole e nei fiori con la vergine depositi nello spirito un profumo di incantevole primavera. Sì che, basta evocare il nome di lei, perché anche nelle sere tetre d’inverno s'accenda maggio. Nomini Maria e son rose e gigli, con sfrecciate di voli nel sole. Chè Maria è la poesia: fiore che non appassisce, amore che non sfiorisce. Un amore così bello che la stessa Trinità se ne innamorò.

I.Giordani in: Le feste, cit., pag.145-146.

La rivoluzione cristiana

Che riprenda la rivoluzione cristiana: quella il cui annunzio fu intonato sulla soglia d'una casipola di lavoratori della giovane lavoratrice Maria di Nazareth, la quale trovò l'unica soluzione per abbassare i superbi e innalzare gli umili e passare i beni da sfamarsi a chi ha fame: la soluzione che è Dio.

I.Giordani in: Le feste, cit., pag.144-145.

Il lavoratore

Prima del lavoro è il lavoratore; prima della tecnica è l'anima; sopra le braccia sta la mente. E per questo il lavoratore è stirpe di Dio, creatura di valore infinito, tale che, quando l'imprenditore tratta con lui, tratta, per interposta persona, con Dio stesso: e così quando il lavoratore tratta con l'imprenditore.

Ma sganciate il lavoratore da questa realtà religiosa – sganciatelo dalla fede divina e dalle sue conseguenze umane – ed esso, comunque alti siano i suoi irrisori salari, è degradato ad appendice delle sue macchine.

I.Giordani in: Le feste, cit., pag.144.

Le gioie del Paradiso

Maria passò giornate, settimane, anni in un lavoro sempre uguale, senza distrazioni, come senz'acqua e senza pane a sufficienza, sotto un cielo torrido o gelido, fra palmizi aggrondati. Eppure, in grembo a quella noia umana, ella compì l'integrazione divina, trasferendo in terra le gioie del Paradiso, sino a dare Gesù all'umanità.

I.Giordani in: Una stella accesa nella notte, Città Nuova, 2004, pag.46.

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