Dicono di lui

foco chiara 3Questa rubrica raccoglie una selezione tra le tante voci e testimonianze sulla figura di Igino Giordani.

Prima tra tutte quella di Chiara Lubich, che ci viene restituita attraverso l'intervista del regista Jean-Claude Darrigaud, effettuata il 23 gennaio 1981: il video è disponibile online, grazie al Centro Chiara Lubich.

Igino Giordani scrittore

Tra gli scrittori del giovane cattolicesimo italiano, in cui i temperamenti sono assai vari, egli occupa un posto particolare. Giordani più ancora che polemista è apologista. Se combatte e se denuncia, è per affermare. Il pensiero puro lo interessa poco: ciò che lo appassiona è l’atto e particolarmente rops5l’atto di apostolato, che è maggiore. Igino Giordani esamina il cristianesimo come una vera rivoluzione che s’è prodotta, storicamente, in un dato tempo e in un dato ambiente, ma che, eternamente, si rinnova in mezzo a noi. Come c’è stato bisogno della testimonianza del sangue, quello del Golgota, e quello versato nei circhi, per impiantare la fede nuova, così occorrerà forse che i cristiani siano perseguitati e soffrano, come già avviene in alcune parti del mondo, perché la sofferenza è il loro compito, affinché il regno di Dio venga. La rivoluzione della croce è più che mai necessaria, il primo terreno sul quale occorre operarla è in noi.

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Giordani per Umanità Nuova

Pino Quartana è responsabile del Movimento Umanità Nuova, che esprime l’Ideale dei Focolari nelle sue dimensioni sociali. In questa breve intervista sottolinea come Igino Giordani abbia ispirato con la sua vita e la sua missione quel nascente movimento e come in lui possano riconoscersi i principi ispiratori dei dialoghi che i Focolari stanno intrattenendo oggi con alcuni aspetti della cultura contemporanea, dialoghi che Chiara Lubich ha definito "inondazioni".

Definire Umanità Nuova è definire il disegno di Dio su Foco; questo Chiara ce lo ha ripetuto in diverse occasioni. Anche ultimamente, nel 2002, ha ribadito che fu l’incontro con Foco ad aprire il carisma dell’Unità al sociale:

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Dio amore e la famiglia

In un suo libro, intitolato Dio, Giordani nel 1945 scriveva: «Dio è in tre persone perché è amore» e «perché è amore il Padre ha generato da sempre un Figlio e, sostanza del loro amore, è proceduto lo Spirito Santo: e nelle tre persone il circuito dell’amore è perfetto. Natura dell’amore è famiglia2effondersi».

Questa effusione dell’Amore, con l’incarnazione della seconda persona della Trinità, ha investito l’uomo che - è il pensiero di Giordani - deve subito riversarlo sul prossimo in modo che la società sia tutta rinnovata dall’amore fraterno.

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Cristiano: aggettivo o sostantivo?

La qualifica di “teologo censore” degli scritti di Igino Giordani mi dà il privilegio di sedere in prima fila durante la cerimonia di conclusione del processo diocesano. Posso così godermi con calma il grande pannello con foto di Foco, un “Servo di Dio” a cui compete a pieno titolo l’appellativo di “cristiano”.

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Un profeta della spiritualità di comunione

L’impegno nella Commissione teologica deputata all’esame delle opere di Giordani mi ha offerto l’opportunità di rileggere e meditare a fondo il Diario di Fuoco. Ho così potuto assistere dal vivo allo snodarsi sorprendente e affascinante del filo d’oro che attraversa la storia della sua anima. In verità – e di ciò Giordani è sempre più stupito e grato testimone – è Dio stesso che con impeto dolce ma irresistibile domina il racconto. D’altra parte Giordani è davvero un’anima-Chiesa, come amavano dire i Padri. 

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Una parte di me

Mentre assistevo alla chiusura delle casse contenenti quella mole immensa di documenti, mi sono commosso. E con la mente ho ripercorso questi ultimi cinque anni in cui ho studiato alcuni documenti storici lasciti da Giordani; le volte che mi sono passati fra le mani, le volte che ho dovuto fermarmi nella lettura perché quanto avevo fra le mani era “troppo” prezioso e mi richiedeva silenzio e una pausa di riflessione. E la fatica a volte di dover distinguere – ammesso che sia possibile – il piano dell’anima da quello della ricerca. Mi è sembrato che in quelle casse venisse sigillata, oltre ai documenti, una parte di me: una serie di emozioni, preoccupazioni, paure, progetti, slanci dell’anima… via via affidati a Foco, che in questi ultimi cinque anni ho eletto a “protettore” speciale della mia vita, dei miei sudi, della vocazione a seguire Gesù, speriamo con la sua stessa totalitarietà.

Significato di una beatificazione in atto

«Una pietra miliare per la Chiesa, per il Movimento dei focolari e la Diocesi di Frascati», ha definito il vescovo mons. Raffaello Martinelli il processo di beatificazione in corso di Igino Giordani, di cui si è conclusa il 27 settembre la fase diocesana. La salita agli altari di un laico in questi tempi assume anche un significato più ampio. È il segno dell'attualità del messaggio cristiano, capace di offrire alla società di oggi figure significative, testimoni in grado di indicare le strade da percorrere se si vuole ridare dignità alla persona, e consistenza al tessuto sociale logorato e sfilacciato.

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Il giovane Giordani: vivace e controcorrente

A prima vista, chi volesse immaginare Igino Giordani scorrendone la biografia potrebbe ricorrere a diverse rappresentazioni: la disegno_01.jpgcompassata figura di parlamentare che compie discorsi importanti sulla pace nel mondo e sul disarmo totale durante la Guerra Fredda, oppure il calmo ed erudito scrittore che dalle pareti della Biblioteca Vaticana traduce, commenta e divulga i Padri della Chiesa, o ancora l’ispirato confondatore che al fianco di Chiara Lubich sostiene l’edificazione del nascente Movimento dei Focolari.
Chissà com’era da ragazzino, uno così! Forse uno scolaro deamicisiano alla Derossi?

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Foco "vede" Chiara

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La partenza per il Cielo di Chiara Lubich ha avuto echi straordinari, rimbalzando da una parte all’altra del globo, fra le reti e le principali agenzie d’informazione.

Fra gli argomenti, il profilo della santità moderna di Chiara è stato fra i più trattati. Assumendo come nostra questa immagine che ha solcato il fiume d’informazioni, amiamo oggi pensare la grande festa che Chiara e Igino stanno facendo in Cielo.

Riportiamo di seguito una poesia che Igino scrisse dopo aver conosciuto Chiara.

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FOCO: da CATERINA DA SIENA a CHIARA DI TRENTO

Nell’ottobre 1922 il giovane Igino comincia a meditare le Lettere di Caterina da Siena: tre anni dopo, in Rivolta cattolica la descrive “magnetizzata” dalla passione per il sangue di Cristo, dei cui “riverberi avvampava” tutti quelli che accostava o a cui scriveva (p.151).

caterina.jpgAvvampato  anch’egli, si fa terziario domenicano; e più tardi ne scriverà come di “colei che prima m’incendiò dell’amore di Dio” (Diario di fuoco, 30 aprile1963).  Ne approfondisce la conoscenza meditando il Dialogo della Divina Provvidenza, ch’egli utilizza per un suo libro ricco di mistica, Il sangue di Cristo (1937); rimane affascinato dalle altezze sublimi da lei raggiunte, e ne dà questa valutazione: “è stata probabilmente la più grande donna del cristianesimo, dopo Maria”.

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Centro Igino Giordani

Centro Igino Giordani

Via Frascati, 306 - 00040 Rocca di Papa (Rm) - Italia
Tel.: +390694798314 / Fax: +390694749320
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